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L’astuccio è un oggetto che viene realizzato con lo scopo di contenere al suo interno altri oggetti di frequente utilizzo come ad esempio gli occhiali o le penne oppure prodotti di un certo valore come orologi e oggetti preziosi magari realizzati in oro. Tutti probabilmente lo abbiamo incontrato per la prima volta a scuola: all’interno di un colorato astuccio in tessuto oppure in plastica morbida tiravamo fuori tanti pastelli a colori, matite per disegnare, gomme per cancellare, forbici per creazioni di vario genere, il goniometro e soprattutto le penne per scrivere. Infatti nell’immaginario comune l’astuccio è visto soltanto come un articolo contenitivo utile a scuola per tenere in ordine tutti gli strumenti per apprendere le nozioni proposte dagli insegnanti oppure per dare sfogo alla propria creatività artistica. In realtà l’astuccio viene utilizzato in qualsiasi ambito e prevede diverse forme e materiali differenti in virtù dell’utilizzo e soprattutto dell’oggetto che deve contenere gelosamente. Molti pensano che l’astuccio sia sempre esistito soprattutto in ambito scolastico ma la realtà è ben differente.

Cerchiamo dunque di ripercorrere la storia dell’astuccio con particolare riferimento all’ambito scolastico. Negli ultimi secoli tutti i principali Stati, guidate da Repubbliche Parlamentari e Monarchie assolute, hanno deciso e hanno valutato l’importanza di prevedere un percorso scolastico obbligatorio per i propri cittadini per cui si è fatto impellente il problema di organizzare adeguatamente gli strumenti da portare a scuola sui banchi. Tutti ricorderanno come inizialmente non ci fossero le penne a sfera ma soltanto i classici calamai con le penne stilografiche, qualche piccola matita e soltanto un paio di colori. Già nel corso dell’Ottocento si è iniziato a ragionare sull’opportunità di avere una prima tipologia di astuccio per portare con sé la penna stilografica ed altri strumenti indispensabili per l’apprendimento. Negli anni Venti, l’astuccio veniva soprattutto realizzato in legno e con una soluzione che prevedeva 3 principali scomparti per un sistema di apertura a slitta. Uno strumento piuttosto ingombrante e poco funzionale alle esigenze dello scolaro anche se per l’epoca era una tecnologia abbastanza rilevante anche perché permetteva di avere 5-6 scomparsi proprio grazie al sistema di apertura a slitta. In questo periodo storico si potevano inserire nell’astuccio pennini, le bacchette porta pennino, le gomme pane e le matite in grafite.

All’epoca soltanto in pochi avevano a disposizione le prime versioni di pastelli colorati che ovviamente venivano realizzati in una forma ridotta in quanto a dimensioni per non ingombrare ulteriormente l’astuccio. Dopo i disastri della Seconda Guerra Mondiale, si è avuta una fase di ricostruzione che ha riguardato tutti gli aspetti della vita quotidiana compresa quella la scuola. Lo Stato, diventato una Repubblica, ha voluto fortemente prevedere un percorso formativo scolastico obbligatorio per tutti i cittadini italiani e quindi tantissime aziende hanno iniziato a produrre delle nuove tipologie di astuccio molto più simili a quelle che si utilizzano oggi. Le prime tipologie di astuccio a borsetta venivano realizzate in cuoio oppure in materiale similari. Le dimensioni erano di circa 20 centimetri (larghezza) e c’era spazio a sufficienza per tutti gli articoli più classici. Poco alla volta c’è stata l’esigenza di dover inserire altre tipologie di strumenti da utilizzare nei banchi di scuola come ad esempio il righello a sezione quadrata normalmente lungo 15 cm, i primi temperamatite portatili, il temperino a ghigliottina e tanto altro.

Inoltre l’allestimento di pastelli a colori è diventato sempre più ampio così come pure le tipologie di matite e penne peraltro utilizzate in diversi colori per poter consentire all’alunno di prendere appunti in maniera più proficua. Un’altra rivoluzione tipica del periodo post seconda guerra mondiale è stata l’introduzione delle penne a sfera. Complice anche il boom economico, tantissimi aziende si sono interessate al modo dell’astuccio realizzandone diverse tipologie utili per consentire all’alunno di portare con sé, in uno spazio estremamente contenuto, un numero considerevole di attrezzi utili. Nel corso degli anni si sono evoluti i modelli sia per quanto riguarda i materiali ma anche per quanto concerne la tipologia di apertura anche in virtù di quelle che sono di volta in volta alle esigenze dei studenti. Infatti, solitamente, chi frequenta le scuole elementari necessità di un numero superiore di pastelli mentre nelle scuole secondarie solitamente si utilizzano pochissimo i pastelli e molto di più le penne ed oggetti per effettuare disegni tecnici come il goniometro.

L’astuccio in realtà non è soltanto un oggetto che si utilizza a scuola ma può essere usato in tantissimi ambiti e per diverse esigenze. Il principale motivo per cui è stato progettato e realizzato per la prima volta è quello di poter contenere al suo interno degli oggetti preziosi. In virtù della tipologia di oggetto, l’astuccio può essere realizzato in plastica oppure con altri materiali. Un classico astuccio che certamente si usa tantissimo nella vita quotidiana è quello deputato a contenere oggetti preziosi come penne stilografiche, anelli da regalare ad una persona cara, gemelli, fermacravatte, fedi e più in generale qualsiasi genere di oggetto di gioielleria. Anche in campo sportivo ed artistico molto spesso si utilizzano gli astucci per consegnare targhe, coppe oppure trofei. L’astuccio infatti conferisce ancora maggiore importanza ed eleganza ad un oggetto. Sono molti altri utilizzi come ad esempio gli astucci per minerali e pietre dure e più in generale per qualsiasi altro oggetto del settore della mineralogia. Si possono prendere in considerazione scatole trasparenti dalle dimensioni più disparate e con dei divisori solitamente in materiale floccato oppure lucido. Solitamente questi prodotti vengono molto utilizzati all’interno di laboratori scientifici e uffici tecnici per effettuare degli studi approfonditi.

Come detto, nel campo della gioielleria sono tantissime le soluzioni partendo dagli astucci per orologi sempre più ricercati nelle forme e nei materiali fino ad arrivare agli astucci che invece contengono al loro interno gli anelli, un bellissimo bracciale, un girocollo particolarmente importante. Come accaduto per l’astuccio utilizzato a scuola, anche queste tipologie, sono state oggetto di una progressiva trasformazione del tempo. Inizialmente gli astucci che venivano utilizzati per contenere oggetti preziosi erano dei veri e propri sacchetti in tessuto con un piccolo cordino per chiuderli. Poi ci si è resi conto che questo genere di soluzione non era funzionale alle esigenze degli oggetti preziosi anche perché non in grado di assorbire eventuali urti. Grazie alla rivoluzione industriale e alla possibilità di avere a disposizione macchinari capaci di lavorare adeguatamente materiali moderni come la plastica, è stato possibile a partire dal Novecento introdurre questo genere di oggetti che peraltro conferiscono ulteriore eleganza ed importanza ad un gioiello oppure anche ad una targa da conferire ad una persona che si è particolarmente distinta in un specifico ambito.

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