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Evoluzione delle aziende terziste nel periodo Covid19

Che il Covid19 abbia portato delle notevoli correzioni nel lavoro di tantissime aziende non è affatto un segreto. Con l’arrivo del coronavirus tantissime realtà imprenditoriali hanno dovuto adattarsi alle nuove condizioni di lavoro. E se per alcune aziende, soprattutto del settore primario e secondario, il passaggio non è stato così drastico e repentino come si potrebbe pensare a prima vista, l’evoluzione maggiore ha toccato le aziende terziste. Più che evoluzione si è trattato di una vera e propria rivoluzione, per giunta di quelle che ha sconvolto completamente il lavoro nei relativi settori.

Innanzitutto, tutti coloro che operano nei settori terziari hanno dovuto fare un largo affidamento sulle mascherine. Che piaccia o no, si è trattato di una misura precauzionale che hanno adottate numerose altre realtà imprenditoriale. Grazie a questo piccolo strumento, difatti, è diventato possibile continuare la propria attività lavorativa senza interruzioni laddove molte altre imprese sono state costrette a fermarsi. E se da un lato molte aziende hanno preferito affidarsi comunque a delle mascherine monouso, di quelle usa e getta, ci sono state anche quelle che hanno acquistato le mascherine pluriuso. Queste non solo diminuiscono in un modo più accentuato il rischio di contrarre il coronavirus, ma offrono anche un maggiore comfort dal loro utilizzo.

Qui, però, bisogna fare una precisazione: non tutte le maschere di questo genere sono altamente efficaci e spesso si consiglia di preferirne una particolare tipologia (per esempio l’FFP3) piuttosto che altre. Una grande attenzione dev’essere prestata anche a tutto ciò che concerne i filtri per questo tipo di maschere. Che piaccia oppure no, ma sul mercato ne esistono tanti. E bisogna ricordarsi di cambiare il filtro con una cadenza periodica ben precisa, in modo da evitare altri problemi e difficoltà. Non si può usare un filtro per molto tempo, in quanto rischia di sporcarsi e successivamente di perdere la propria efficacia.

Per questo molte aziende che operano nel settore terziario hanno preferito affidarsi a dei rivenditori professionali dei filtri per le mascherine, in modo da evitare i possibili guai. La produzione delle stesse, difatti, deve avvenire nel pieno rispetto di requisiti ben precisi grazie alle quali sarà possibile aumentare l’efficacia protettiva della mascherina stessa senza esporre i proprio lavoratori a rischi inutili di vario genere. Certo, i filtri per le mascherine forniti dalle aziende specializzate in questo settore hanno un costo maggiore rispetto a filtri di qualità più bassa. Tuttavia, sulla salute delle persone certamente non si può risparmiare.

Coloro che non hanno saputo per niente scegliere un filtro ben adatto alle proprie esigenze hanno potuto comunque collaborare con un professionista grazie al quale effettuare la scelta delle mascherine giuste per il Covid19 è diventato più semplice. Tuttavia, come si può ben intuire, questo tipo di evoluzione dovuta alla quarantena e ai cambiamenti portati dal coronavirus non ha influito unicamente sulla scelta dei filtri o delle mascherine stesse, ma ha toccato anche molti altri aspetti della vita. Basti pensare anche ad altri accessori che sono entrati nell’uso comune di moltissimi lavoratori del terzo settori. Tra gli stessi bisogna ricordarsi, per esempio, dei guanti. Questi, come anche le mascherine, servono per fornire ai dipendenti un altro livello di protezione e vengono usate soprattutto da coloro che lavorano spesso a contatto con altre persone. Per questo ormai sono un oggetto a dir poco immancabile proprio nelle aziende che operano nel terzo settore (ma si possono trovare anche nel caso delle ditte dei primi due settori).

Lo smart working in quarantena

Parlano dell’evoluzione delle aziende terziste nel periodo Covid19 non bisogna dimenticarsi di tutto ciò che concerne anche lo smart working. Può piacere oppure no, ma per diminuire il rischio di contagio si è trattato di una misura ampiamente usata. E se da un lato era normale che negli uffici si passasse al lavoro a distanza, nel caso delle aziende terziste fu un’incognita. Anche perché si presuppone che in questo caso serva un costante contatto con le persone. Un contatto dal vivo, insomma.  Come è stato dimostrato dalla pratica, però, anche le aziende terziarie possono organizzare lo smart working mandando avanti il proprio lavoro. Questo senza rinunciare al contatto prettamente personale, ma potendo lavorare sia in modo diretto dall’ufficio, che anche da casa propria. Grazie allo smart working, tutto ciò che serve è un computer. Ed è per mezzo dello stesso che diventa possibile limitare completamente la diffusione del coronavirus. L’evoluzione digitale, se così la si può chiamare, ha riguardato in realtà la maggior parte delle imprese italiane. Si è trattato di una valida componente che ha portato molte aziende a crescere, intraprendendo quel percorso di digitalizzazione che già da molto tempo era richiesto.

Da un certo punto di vista si può dire che proprio la necessità di distanziamento e del lavoro da remoto ha portato le imprese italiane a sviluppare in un modo più accentuato la tendenza verso la digitalizzazione delle proprie strutture. Per molte aziende terziste si è trattato persino di un investimento, di quelli che, però, si sono dovuti fare per evitare di restare indietro. Questo ha portate a un’ampia crescita dell’azienda stessa. Un investimento che sarà valido anche per il futuro, velocizzando i vari processi lavorativi e fornendo a tutti gli impiegati dell’azienda degli strumenti in più per lavorare meglio senza rischiare il contagio.

Una fase della digitalizzazione che sarebbe comunque avvenuta prima o poi: restava solo attendere il momento giusto. E, insieme al bisogno delle mascherine e dei relativi filtri per contattare comunque con le persone senza correre alcun rischio, anche un maggior uso del digitale ha portato i propri vantaggi.

I dettagli più piccoli

Quando si tratta di proteggersi dai danni del Covid19 e, magari, prevenire anche il contagio si vuole cerca sempre di prestare attenzione anche ai fattori più minimali. Quelli che spesso molte persone ignorano, ma che hanno un’elevatissima importanza. Si tratta di oggetti come delle piccole chiavi del “Non Tocco“, grazie alle quali è possibile evitare di toccare le superfici del tutto, sia con la mano che con il guanto. Un’altra misura precauzionale che non può essere trascurata, in quanto abbassa ulteriormente le probabilità del contagio. In questo modo si potrà usare la chiave per esempio per aprire una porta oppure premere il bottone nell’ascensore stando sicuri di non poter prendere il virus sulla propria mano. Questa chiave, inoltre, non è ottimale solo per quanto riguarda la prevenzione nel caso del virus, ma anche per quanto concerne, per esempio, i batteri o più in generale il semplice sporco. Tali oggetti sono stati realizzate appositamente per tutte quelle aziende (e persone) che vogliono portare la propria protezione dai possibili danni del corvonavirus ai massimi livelli. Non è un caso se sono diventati degli oggetti molto popolari non solo in Italia, ma anche molto lontano dai confini, ove il virus ha procurato molti danni.

Le chiavi di questo genere ormai vengono usate nelle aziende di tutti i settori; sono resistenti all’usura e all’abrasione. Inoltre hanno un’ottima resistenza chimica e un’elevata rigidità. Ciononostante, sono comunque molto semplici da tenere in mano e facili da usare. Si può portare una chiave di questo genere praticamente ovunque con sé: basta semplicemente inserirla in una tasca. Ormai si tratta di oggetti che si possono persino personalizzare a seconda di quelle che sono le esigenze del cliente. Per esempio, le aziende professionali possono inserirci un logo oppure una scritta. L’importa è comunque ricordarsi sempre del poco spazio che c’è a disposizione.

Non si tratta semplicemente di un oggetto utile per combattere la diffusione del coronavirus, ma anche un ottimo gadget che si può offrire a tutti quei lavoratori che vogliono proteggersi e usare questo utile articolo anche altrove. Non solo: la sua rapida diffusione e la grande popolarità è dovuta anche al fatto che non costa troppo, ma ha comunque uno stile abbastanza particolare. Insieme alle mascherine per proteggersi dalla possibile inalazione del Covid19 è uno di quegli oggetti in grado di creare la miglior protezione possibile.

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